Da sempre avvolto da un’aurea di superstizione dura a scomparire, fiore un po’ melanconico, ’gloria dell’autunno’ secondo Confucio, il crisantemo sembra aver finalmente trovato la strada per la propria rivincita.
Pianta erbacea diffusa negli incolti e ritenuta infestante per varie colture, il crisantemo (Chrysanthemum coronarium L.) sembra invece possedere interessanti caratteristiche come specie da pascolo. “Il crisantemo”, afferma Leonardo Sulas dell’Istituto per il sistema produzione animale in ambiente mediterraneo (Ispaam) del Consiglio nazionale delle ricerche di Sassari, “risulta particolarmente apprezzato dagli ovini, con influenza positiva sulla produzione di latte. Sottoposto a pascolamento è in grado di ricacciare prontamente e fornire foraggio di buona qualità anche in tarda primavera quando il valore nutritivo di gran parte delle foraggere tradizionali, sia coltivate sia spontanee, decresce più rapidamente. Inoltre, è stata dimostrata la possibilità di conservazione del foraggio di crisantemo attraverso insilamento (una tecnica che si realizza per acidificazione della massa vegetale ad opera di microrganismi anaerobi) delle sue abbondanti produzioni primaverili. La messa a punto di una nuova tecnica di raccolta meccanica del seme permetterà di coltivare il crisantemo, garantendo così la valorizzazione di una specie promettente per molteplici finalità d’impiego, che rappresenta quasi l’ideotipo di pianta ad uso multiplo”.
Originario del bacino del Mediterraneo, in Oriente il fiore nazionale giapponese, è simbolo di pace, nobiltà e lunga vita, nonchè ingrediente largamente utilizzato in cucina per l’aroma particolare e per le proprietà antiossidanti, nel nostro Paese, invece, è sempre stato poco apprezzato per la macabra connotazione che ha assunto nella nostra cultura. Si tratta però di un disprezzo ingiustificato. “Alcune specie del genere Chrysanthemum”, prosegue Sulas, “sono studiate per le proprietà insetticide, attribuibili alle piretrine e ad altri composti chimici contenuti nei fiori e nella parte aerea della pianta, la cui attività si esplica prevalentemente per contatto, agendo sul sistema nervoso centrale e periferico degli insetti. Ricerche su oli essenziali estratti da ’C. coronarium’ hanno messo in evidenza anche proprietà antifungine molto marcate. La necessità di sistemi di produzione maggiormente rispettosi dell’ambiente e l’esigenza di un’agricoltura sempre più multifunzionale richiedono l’impiego di specie vegetali più versatili, al fine di soddisfare nel contempo esigenze diversificate e non solo produttive, come la difesa del suolo dall’erosione idrica, il controllo di infestanti e parassiti senza l’uso di pesticidi, il ripristino ambientale di siti degradati e inquinati o la produzione di biomassa in filiere bioenergetiche”.
Il crisantemo rappresenta, quindi, un esempio interessante e concreto di pianta ben adattata, in grado di svolgere molte delle funzioni attualmente richieste, prima fra tutte quella di coltura interessante per l’agricoltura biologica.
La scheda:
Chi: Istituto per il sistema produzione animale in ambiente mediterraneo del Cnr, Sassari
Che cosa: C. coronarium ideotipo di pianta ad uso multiplo, ottima come foraggera
Per informazioni: Leonardo Sulas, e-mail:
sulas@cspm.ss.cnr.it
Ultimi Articoli
Fibra ottica in provincia di Como: 145 comuni nel Piano Bul, oltre 144.000 immobili attivabili
Leone, il neonato ritrovato a Cinisello Balsamo respira senza supporto
Gaza, dalla Lombardia altri 150mila euro per acqua e assistenza agli sfollati
Milano premia i suoi protagonisti: a Palazzo Marino otto “Volti della Metropoli” che raccontano il futuro della città
Premio Volti della Metropoli: a Palazzo Marino i riconoscimenti alla VI edizione
Milano celebra i suoi protagonisti: torna il Premio “Volti della Metropoli”
Roma, talenti, Via Antamoro, vent’anni di attesa: ma chi paga il prezzo delle promesse rimaste sulla carta?
Winners Cup 2026, oltre 200 giovani pazienti oncologici in campo a Milano
GAROFANO, IL RIS E QUELLE DOMANDE CHE IL GIORNALISMO NON PUÒ PIÙ ELUDERE.