Il documento dell’Ordine dei medici sulla "pillola del giorno dopo", la RU486, non è un falso, "ma una piattaforma che vuole fornire spunti di riflessione". A spiegarlo è il presidente del Fnomceo (Federazione nazionale dell’ordine dei medici e odontoiatri), Amedeo Bianco. Un documento resosi necessario dalla contingenza di temi come la rianimazione del feto, l’analisi preimpianto delle cellule staminali, la "pillola del giorno dopo".
Questioni che si sono fatte "esorbitanti nel momento in cui sono state trasferite nel campo della polemica elettorale", dice Bianco. C'è, tuttavia, "un incalzare oggettivo di queste questioni" che sono finite "sul tavolo di un gruppo di lavoro e questo gruppo di lavoro, fatto da presidenti ed esperti, è stato incaricato di valutare come le norme del codice deontologico potessero essere declinate rispetto a questi problemi. Questo gruppo ha discusso, si è incontrato, ha prodotto un testo preciso e lo ha sottoposto al vaglio del comitato centrale e del consiglio nazionale".
In quest'ultima sede "c'è stato dibattito e anche il testo che ne è uscito è stato pensato come piattaforma di proposte". Il presidente ci tiene pero' a sottolineare che il documento riafferma la vocazione dell’Ordine dei medici che "tiene ferme le obiezioni di coscienza e l’imperativo deontologico di rianimare o prestare assistenza utile a feti che presentano segni vitalita'; d'altra parte siamo enti ausiliari dello Stato". Infine l’aborto: " Con la 194, lo abbiamo affermato, si è risolto il problema dell’aborto clandestino, ma abbiamo anche detto che gli aborti sono troppi e che c'è poca prevenzione, soprattutto nei confronti di categorie deboli. Nessuno ha detto che tutti i medici italiani sono per l’aborto". Il presidente dell’Ordine dei medici conclude dicendosi "amareggiato dal fatto che si voglia delegittimare la proposta, il dialogo e il confronto. Noi siamo la casa in cui devono stare tutti i medici, ma questo non vuol dire che tutti i medici devono pensarla allo stesso modo. Siamo talmente convinti di questo che, dopo le elezioni, proporremo agli amici cattolici, con i quali abbiamo condiviso la stesura di alcuni punti qualificanti del nostro codice, e a Di Pietro (presidente di Scienza e Vita, ndr.) ad uno o due giorni di dialogo di confronto".
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