Con 77.553 casi, l’Hiv ha colpito più persone in Europa nel 2005 che nel 2000. Nel 2004 si sono registrate in Italia 6,7 nuove infezioni per ogni 100.000 abitanti con una sempre maggior incidenza delle femmine (nel 1985 il rapporto uomini/donne era 3,4, nel 2004 era sceso a 2,2) e della trasmissione per via sessuale, etero o omo che sia (si è passati dal 7% del 1985 al 57,8% del 2004). Eppure le campagne di prevenzione dell’Aids realizzate in Italia dal 1982 a oggi peccano di scarso coraggio, rivelandosi poco efficaci nel far percepire l’Aids come un potenziale problema personale e nel modificare i comportamenti individuali, sostengono Emilio Tanzi e Isabella Soscia della Sda Bocconi, in un paper di prossima pubblicazione, presentato oggi nel corso dell’incontro E liberaci dal male, organizzato dal Customer and service science lab della Bocconi.
Gli 85 messaggi che si sono susseguiti in vent'anni (72% a cura del Ministero della Salute, 21% dalla Lila, 7% da Pubblicità progresso) presentano sempre l’inequivocabile contenuto informativo riassumibile nell’espressione “L’Aids c’è”, ma risultano carenti in quanto a ulteriori messaggi. Solo il 44% delle campagne fornisce informazioni pratiche, indicando per esempio a quali servizi rivolgersi; il tema del test, unico strumento attualmente a disposizione per una presa di coscienza del proprio stato di salute, è presente solo nel 31% dei messaggi; solo il 18% delle campagne invita esplicitamente a non discriminare gli ammalati.
Le scarse potenzialità di cambiamento del comportamento personale sono confermate dalla limitata presenza del preservativo nelle campagne. Il termine “profilattico”, o un suo sinonimo, compare nel 29% dei messaggi analizzati, con un andamento oltretutto in picchiata: si precipita dal 44% del periodo 1987-1991 al 7% del 2003-2007. Il preservativo compare visivamente nel 21,2% dei casi analizzati, con un andamento irregolare nel corso del tempo, ma senza che si registri una tendenza alla sua scomparsa, come nel caso del testo.
La chiave comunicazionale utilizzata è prevalentemente quella informativa, con quasi metà dei messaggi che non fa ricorso a nessun genere di emozione. Con il tempo, si è inoltre ristretta la gamma delle suggestioni emotive utilizzate, ormai ridotta alle sole suggestioni amorose.
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