Roma: "Il governo ha immediatamente raccolto l’accorato appello di Salvatore Crisafulli, sia pure senza dare pubblicità alla risposta. Ho infatti scritto alla famiglia di Salvatore già venerdì sera, prima ancora che la lettera indirizzata al presidente del Consiglio uscisse sui giornali, e sabato, all’ora di pranzo, l’ho personalmente contattata telefonicamente. Al fratello di Salvatore ho chiesto di mandarmi il materiale che riguarda il rapporto avuto in questi mesi con le organizzazioni sanitarie e di darmi qualche giorno di tempo per prendere contatti con le amministrazioni locali, visto che i problemi di assistenza che Salvatore lamenta non sono di pertinenza del governo ma della Regione.
Mi rendo conto dell’esasperazione e della sofferenza di Salvatore dinanzi all’inadeguatezza dei servizi rispetto ai suoi bisogni. Come ho promesso alla famiglia, il governo farà tutto il possibile per risolvere i suoi problemi. Non è cedendo alla morte che Salvatore aiuterà se stesso e tutti i malati che sono nelle sue condizioni: ricordo che il “diritto di morire” nel nostro ordinamento non esiste e che il governo, comunque, si sta attivando per la parte di sua competenza (che non è l’erogazione dei servizi che spetta alle Regioni) per dare risposte concrete ai malati che si trovano in queste condizioni e alle loro famiglie. Stiamo infatti lavorando alla formazione di una consulta permanente, di cui faranno parte le associazioni di questa tipologia di malati, per avere un confronto diretto sulle necessità dei pazienti e delle loro famiglie. Inoltre, a partire dal documento “Stato vegetativo e stato di minima coscienza” emesso dal ministero della Salute nel dicembre 2005 stiamo mettendo a punto delle linee guida, su cui verrà avviato un confronto con le Regioni, che disegnino un percorso riabilitativo e assistenziale per questi malati adeguato e omogeneo in tutto il territorio nazionale".
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