Roma - La recente evoluzione tecnologica nel campo della diagnostica per immagini ha portato all’introduzione di apparecchi a Risonanza Magnetica ad elevato campo magnetico (3Tesla; il Tesla è l’unità di misura del campo magnetico), che consentono di migliorare in maniera significativa la qualità delle immagini e quindi la diagnosi di molte malattie. Grazie a questi apparecchi è possibile guidare anche dei veri e propri interventi chirurgici in modo assolutamente non invasivo.
Rispetto alle strumentazioni già in uso clinico (massimo 1,5 Tesla) questa apparecchiatura ad alto campo magnetico (3 Tesla) consente di ottenere, con la massima sicurezza per il Paziente, esami diagnostici molto avanzati, riducendo i tempi dell’esame e fornendo immagini tridimensionali molto dettagliate del corpo umano.
Tuttavia la vera innovazione di questa apparecchiatura appena installata presso il Dipartimento Diagnostica per Immagini e Radioterapia del Policlinico Umberto I, Università “La sapienza” consiste nel fatto che ad essa è associato un sistema ad Ultrasuoni, che invia, sotto la guida continua della Risonanza Magnetica (“Imaging guidance”), fasci ultrasonori ad altissima frequenza.
“Questo sistema (chirurgia ad ultrasuoni focalizzati sotto la guida della risonanza magnetica “MRgFUS " Magnetic Resonance guided Focal Ultrasound Surgery”), assolutamente non invasivo, consente di trattare lesioni patologiche maligne e benigne” afferma il Prof. Passariello - “infatti, gli ultrasuoni focalizzati ad alta intensità determinano un aumento della temperatura del tessuto patologico, con la sua conseguente distruzione attraverso la necrosi coagulativa (ablazione termica). Quindi la RM permette di centrare, senza incisioni chirurgiche e con precisione sub-millimetrica, lesioni profonde con il fascio ultrasonoro senza compromettere strutture circostanti”.
La risonanza magnetica ha sia funzione diagnostica e di localizzazione della lesione, che di monitoraggio e di controllo in tempo reale del successo terapeutico:
PRIMA del trattamento individua la lesione bersaglio
DURANTE il trattamento controlla l’efficacia ablativa degli ultrasuoni focalizzati
DOPO il trattamento, nella stessa seduta terapeutica, ne valuta l’esito ablativo
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