Milano: GDA - Si desidera più formazione tecnica. Si pubblicizza una visione umanistica. I genitori spingono i figli verso una istruzione classica o scientifica. Il lavoro robotizza gli uomini con protocolli.
I computers impongono ai loro utenti (esseri umani), comportamenti definiti da una limitata classe dirigente invisibile. Gli utenti curano la loro deresponsabilizzazione legale.
Ciò avviene a tutti i livelli decisionali. Nelle discipline scientifiche si suggerisce che la valutazione della produzione scientifica sia legata a regole valutate da computers che non hanno parenti o amici (salvo fra coloro che sviluppano le regole). Si mettono sotto accusa i computers nella scuola. Come se la responsabilità formativa fosse dei computers.
Ci si dimentica che nessuno è in grado di curare la propria competenza in qualsivoglia settore senza l’ausilio di: motori di ricerca / banche dati /comunicazione elettronica.
Ci si dimentica che la divulgazione di risultati scientifici è sempre più spesso effettuata da giornalisti ignorati del tutto nel loro ruolo.
E i paesi in via di sviluppo avanzano senza che i conflitti si trasformino in collaborazione ma solo in minacciose attese di difficoltà future.
Si procede come quando la geografia era insegnabile, la matematica aveva un valore pratico senza i computers, la automazione non esisteva, e la possibilità di accedere alla conoscenza richiedeva sacrifici possibili solo a pochi. Ancora esiste chi ne ha nostalgia.
E non saranno i pochi iscritti a università straniere che risolveranno i nostri problemi.
Epolis: concesso da Prof. Giovanni Degli Antoni (GDA)
maggio 2007
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