Milano: Domani, giovedì 30 ottobre, alle ore 18, allo Spazio Eventi del Mondadori Multicenter di piazza Duomo, Laura Curino presenta “I cento anni della Olivetti”.
Il nome Olivetti è stato per anni sinonimo di innovazione tecnologica e design. Mitica la loro Lettera22, la macchina per scrivere che accompagnava i grandi giornalisti, primo fra tutti, Indro Montanelli. Ma Olivetti è stato anche sinonimo di industria dal volto umano, dove il profitto aziendale non poteva prescindere dal benessere degli operai. A questa grande famiglia Laura Curino ha dedicato due spettacoli che partono dalle figure di Camillo e di Adriano Olivetti.
Il primo è il fondatore, agli inizi del Novecento, della prima fabbrica italiana di macchine per scrivere. Il secondo, suo figlio, è il manager illuminato sostenitore di un’attività industriale ed economica fonte di progresso sociale ed intellettuale. Scrivendo questi due testi, Laura Curino e Gabriele Vacis recuperano un passato illustre, quando Ivrea era il centro di un laboratorio permanente di sperimentazione osservato da tutto il mondo.
Gli spettacoli andranno in scena al Teatro Studio, rispettivamente fino al 2 novembre e dal 4 all’8 novembre.
Conduce l’incontro Antonio Calbi, Direttore del Settore Spettacolo del Comune di Milano.
Mondadori Multicenter
Spazio Eventi - terzo piano
Piazza Duomo
Info tel. 02 4544110
Ingresso libero
Ultimi Articoli
Florence Road — la band irlandese che porta “Spring Forward” sui palchi del 2026
Levante — Dieci tappe live per l’estate 2026 tra arene e rassegne sotto le stelle
Ravyn Lenae pubblica due nuovi singoli — “Reputation” e “Bobby” aprono una nuova fase
Don Bronstein a Milano — lo sguardo sul jazz arriva in Triennale
Lo Spiraglio Filmfestival – Al MAXXI il cinema guarda in faccia la salute mentale
Acqua in bottiglia o depuratore — la qualità dell’acqua è il vero confronto
Attraverso Festival 2026, oltre 40 appuntamenti tra Langhe, Roero, Monferrato e Appennino Piemontese
Acqua — Quando un bicchiere racconta il livello di un servizio
Lella e Massimo Vignelli alla Triennale con una grande retrospettiva sulla chiarezza del progetto