Donne, approvato il Piano antiviolenza 2026-2029 in Lombardia

Donne, approvato il Piano antiviolenza 2026-2029 in Lombardia

Il Consiglio regionale lombardo approva il Piano 2026-2029 per prevenire e contrastare la violenza contro le donne, rafforzando la rete territoriale e gli investimenti dedicati.

Negli ultimi anni il sistema antiviolenza lombardo è cresciuto di reti, servizi e fondi. Ora arriva un nuovo tassello: il Piano 2026-2029 contro la violenza sulle donne e a sostegno dei loro figli, approvato oggi dal Consiglio regionale su proposta della Giunta.

“È un Piano su cui abbiamo lavorato a lungo”, dice l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini. “Per noi significa stare concretamente accanto alle donne che subiscono violenza e ai loro figli”.

Lucchini insiste anche sul metodo con cui il Piano è stato costruito: un lavoro condiviso, nato dal confronto costante con Centri Antiviolenza, Case Rifugio, enti locali, Ats, Asst e con tutti gli operatori che ogni giorno sono sul territorio. Un percorso partecipato che, nelle sue parole, ha permesso di arrivare a uno strumento capace di rispondere ai bisogni reali delle donne e di rafforzare un sistema che ha già mostrato efficacia e capacità di innovazione.

Al centro del Piano 2026-2029 c’è il modello lombardo delle reti territoriali antiviolenza, che viene consolidato. L’assessore richiama il lavoro di integrazione tra servizi sociali, sanitari e sociosanitari, scuola, forze dell’ordine, autorità giudiziaria e Terzo settore. L’obiettivo è avere risposte coordinate e continuative, non interventi isolati.

La Regione sceglie di investire su tre assi: prevenzione ed educazione al rispetto e alla parità, protezione delle vittime, costruzione di percorsi di autonomia abitativa e lavorativa. Lucchini spiega che l’intento non è fermarsi alla sicurezza nell’immediato, ma accompagnare ogni donna verso una indipendenza personale, economica e sociale reale.

Tra gli elementi che l’assessore definisce qualificanti c’è l’attenzione alle situazioni di maggiore vulnerabilità. Il Piano prevede interventi dedicati alle donne con disabilità, alle anziane, alle donne con dipendenze, a chi è senza dimora e alle vittime di tratta. È previsto anche il rafforzamento delle misure a sostegno dei figli delle donne vittime di violenza e degli orfani di femminicidio.

“Regione Lombardia continua a credere che il contrasto alla violenza sia una priorità e una responsabilità dell’intera comunità”, sottolinea ancora Lucchini. Nel testo si parla esplicitamente di una alleanza tra donne e uomini, istituzioni, scuola, famiglie e realtà del territorio, con l’idea che la cultura del rispetto e della dignità della persona si costruisca solo con una responsabilità condivisa.

L’assessore richiama infine il tema delle risorse. Negli ultimi anni gli investimenti regionali nel sistema antiviolenza sono passati da circa 4 milioni a oltre 21 milioni di euro tra fondi regionali e nazionali. Un salto che, nelle intenzioni della Giunta, deve rendere più solide le reti e più capillari i servizi.

“Con l’approvazione di questo Piano poniamo basi solide per i prossimi anni”, conclude Lucchini. La Regione punta a garantire servizi qualificati, accessibili e diffusi, perché nessuna donna si senta sola e ogni richiesta di aiuto trovi una risposta tempestiva, competente ed efficace. L’assessore chiude con un ringraziamento alla consigliera Silvia Scurati, relatrice del provvedimento, per l’attenzione e la cura dedicate al percorso del Piano Antiviolenza.

Informazioni Piano antiviolenza

Durata: Piano regionale quadriennale 2026-2029.

Ambito: prevenzione e contrasto della violenza contro le donne e sostegno ai loro figli.

Rete: Centri Antiviolenza, Case Rifugio, enti locali, Ats, Asst, scuola, forze dell’ordine, autorità giudiziaria, Terzo settore.

Risorse: sistema antiviolenza passato da circa 4 milioni a oltre 21 milioni di euro tra fondi regionali e nazionali.

Domande frequenti

  • Su cosa punta il Piano 2026-2029? Su prevenzione, protezione e percorsi di autonomia abitativa e lavorativa per le donne vittime di violenza e i loro figli.
  • Chi viene intercettato dagli interventi dedicati? Donne con disabilità, anziane, con dipendenze, senza dimora, vittime di tratta, figli delle vittime e orfani di femminicidio.

Glossario

  • Rete territoriale antiviolenza: insieme coordinato di soggetti e servizi che operano sul territorio per prevenire e contrastare la violenza contro le donne.
  • Centro Antiviolenza: struttura che offre ascolto, protezione e orientamento alle donne che subiscono violenza.
  • Casa Rifugio: struttura protetta che garantisce ospitalità temporanea a donne e figli in situazioni di rischio.
  • Violenza di genere: violenza esercitata contro le donne in ragione del loro genere, in ambito familiare, relazionale, sociale o lavorativo.