TEL AVIV Israele e Autorità nazionale palestinese sono entrati in rotta di collisione dopo il primo lancio di razzi Qassam-2 -avvenuto domenica, verso il Neghev- e dopo la energica reazione israeliana, sviluppatasi in due ondate successive di bombardamenti contro obiettivi della sicurezza palestinese a Gaza e in un raid terrestre a Nablus, in Cisgiordania. Con queste operazioni militari - che hanno provocato ingenti danni e, complessivamente, quasi un centinaio di feriti - Israele ha voluto chiarire ai palestinesi che in nessun caso tollererà nuovi lanci di razzi contro i propri centri urbani.
Dotati di cariche da cinque chilogrammi di esplosivo e di una gittata di una decina di chilometri, i razzi Qassam rappresentano una minaccia potenziale per i rioni ebraici di Gerusalemme e per numerose città che si trovano a breve distanza da Gaza o dalla Cisgiordania.
Uno dei razzi esplosi nel Neghev ha creato un cratere profondo un metro e mezzo: una minaccia, dunque, ancora più insidiosa di quella rappresentata dalle bombe umane. Ieri Hamas ha ribadito che presto questi razzi torneranno presto in azione. Nelle immagini diffuse ieri dal movimento di resistenza islamico un gruppo di militanti incappucciati ringraziano Allah, rendono omaggio al martire Ezzedin al Qassam (un predicatore palestinese caduto in battaglia contro le forze del mandato britannico) e poi si mettono in posa davanti al lanciarazzi da lì a poco sparerà il primo razzo contro il territorio israeliano. (continua...)
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