GERUSALEMME -- Sono almeno sette i morti in seguito a un nuovo attentato suicida avvenuto mercoledì sera a Gerusalemme. I feriti sono 37, di cui 5 in gravi condizioni. Quattro persone, più l’attentatore, sono rimaste uccise sul colpo; altre tre sono morte in ospedale o durante il trasporto.
Un uomo si è fatto esplodere vicino a una fermata d'autobus, con una bomba di grande potenza, mentre gli si avvicinava un poliziotto insospettito. Era appena sceso da un'auto che poi si è allontanata a grande velocità .
Fonti palestinesi da Gaza hanno detto che l’attentato è opera delle Brigate dei martiri di al Aqsa, un'emanazione del movimento di Yasser Arafat, al Fatah. Arafat ha condannato l’attentato definendo gli attacchi contro Israele illegittimi, e invitando a cessare immediatamente questo tipo di azioni.
Meno di tre ore dopo l’attentato, elicotteri israeliani hanno fatto fuoco contro obiettivi palestinesi a Gaza e nel campo profughi di Jabaliya, il più grande campo palestinese. Inoltre, reparti israeliani sono entrati a Ramallah in Cisgiordania.
l’esplosione a Gerusalemme è avvenuta alle 19 locali, le 18 in Italia, nella zona di French Hill, un quartiere ebraico a Gerusalemme Est. Al momento dell’esplosione, la zona era affollata per il traffico dell’ora di punta serale.
Martedì un attentato, sempre a Gerusalemme, aveva provocato 20 morti e 50 feriti.
La condanna di Arafat
Arafat ha emesso mercoledì sera un comunicato diretto a tutti i palestinesi nel quale condanna con durezza l’attentato di mercoledì e parla della "necessità di mettere fine del tutto a questi attacchi che sono stati condannati ripetutamente dalla leadership palestinese. Prendere di mira i civili, siano essi israeliani o palestinesi, è un atto deplorevole".
Si tratta per il presidente dell’Autorità palestinese di "attacchi non collegati alla nostra legittima resistenza contro l’occupazione israeliana, al nostro diritto di difendere la nostra esistenza, i nostri luoghi santi e la nostra terra di fronte al pericolo degli insediamenti" dei coloni ebrei nei territori occupati da Israele dopo la guerra del 1967.
Bush ritarda l’annuncio sul piano di pace
Il presidente Usa, George W. Bush, ha immediatamente condannato l’attentato ma, come ha spiegato il portavoce Ari Fleischer, ha rinunciato per il momento ad annunciare iniziative per il Medio Oriente, come aveva in programma.
"Il presidente sa quello che vuole dire e lo comunicherà quando porterà il maggior beneficio", ha detto Fleischer.
Nei prossimi giorni, forse giovedì, era atteso un importante discorso con cui Bush doveva rilanciare il processo di pace israelo-palestinese, fissando alcuni punti di base, tra i quali anche la proposta di formare uno Stato palestinese provvisorio.
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