LONDRA -- La televisione inglese ITN ha affermato sabato di essere in possesso di sufficienti prove e riscontri che dimostrano come il proprio inviato, Terry Lloyd, sia morto sotto i colpi, involontari, del fuoco della Coalizione.
La dirigenza della televisione afferma infatti che Lloyd e altri membri della troupe sono stati bersagliati dal fuoco di forze appartenenti alla coalizione mentre viaggiavano verso le linee degli angloamericani.
Altri due membri del team di ITN mancano ancora all’appello, mentre un quarto uomo, ferito negli scontri di sabato, è al sicuro. Non si sa nulla, invece, di Fred Nerac, operatore, e Hussein Osman, interprete. Il network inglese ammette di non avere alcuna informazione sui due uomini, dati ormai per dispersi.
Il ferito, il cameraman Daniel Demoustier, è stato comunque in grado di arrivare sano e salvo nelle linee di inglesi o statunitensi.
La vittima, Lloyd, aveva 50 anni. Sposato con due figli, era in ITN da circa 20 anni. Da allora aveva fatto tutta la trafila professionale, sino a diventare l’inviato principe della rete, che produce i contenuti informativi per ITV, il maggior network privato inglese.
"Era uno dei nostri inviati di guerra più esperti", ha detto Stewart Purvis, chief executive di ITN. "Conosceva bene l’Iraq: era stato il primo giornalista ad avvertire il mondo, nel 1988, che Saddam Hussein aveva attaccato la città di Halabjr, nelle regioni abitate dai curdi, con armi chimiche.
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