BAGHDAD -- Sarebbero "combattenti stranieri", e non fedelissimi di Saddam Hussein, gli autori dei quattro attacchi suicidi che, lunedi' mattina, a Baghdad, hanno provocato - come riferiscono fonti ospedaliere della capitale irachena - almeno 30 morti e centinaia di feriti. È questa l’opinione dei vertici militari americani.
Gli attacchi sono stati lanciati contro la sede del Comitato internazionale della Croce rossa e quattro stazioni di polizia. l’offensiva arriva nel primo giorno del Ramadan, il mese islamico del digiuno. Utilizzate per gli attacchi alcune auto-bomba, una delle quali era un'ambulanza.
"Più registriamo successi in Iraq e più saremo obiettivi d'attacco". È quanto ha dichiarato il presidente americano George W. Bush, commentando le ultime violenze. Al termine dell’incontro con l’amministratore americano in Iraq, Paul Bremer, Bush ha aggiunto che gli Stati Uniti non "metteranno fine agli sforzi per ristabilire la democrazia in Iraq". La maggioranza degli iracheni è ostile ai terroristi.
Il premier britannico Tony Blair ha a sua volta condannato gli attentati, "commessi dai nemici del popolo iracheno". Il portavoce di Downing Street ha aggiunto che "i terroristi e criminali responsabili degli attentati vogliono allontanare la costruzione di un Iraq libero e stabile". La violenza, però, non fermerà il lavoro di ricostruzione.
La Commissione europea infine si è detta "profondamente scioccata" dall’attentato contro la sede della Croce Rossa.
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