IRAQ: Mentre si continua ad attendere da un ora all’altra l’"attacco finale" americano contro Falluja, di cui si parla da giorni, il primo ministro Yiad Allawi ha decretato per 60 giorni lo stato d’emergenza in tutto il Paese, a eccezione del Kurdistan. Ieri è stata comunque un'ennesima giornata drammatica per il Paese: a Haditha, 200 chilometri a est di Baghdad, 21 agenti di polizia irachena sono stati catturati e, a quanto pare, uccisi a sangue freddo.
La decisione di Allawi, motivata ''dal crescere della violenza e dei massacri quotidiani che colpiscono donne e bambini'' è giunta poche ore prima di nuovi violenti bombardamenti su Garma, località a est di Falluja, che potrebbero preludere all’inizio dell’offensiva finale americana contro la città ribelle sunnita che sarebbe ormai “completamente isolata”.
Gli attacchi contro la città " ha riferito alla ’Reuters’ un comandante dei marines sul posto, avrebbero già causato la morte di decine di combattenti dei migliaia che gli americani ritengono nascosti a Falluja al comando del terrorista giordano Abu Musab al Zarqawi. A Baghad è stata un’altra giornata di violenze: il ministro delle Finanze Abdel Abdul Mahdi è scampato all’esplosione di un’autobomba avvenuta nelle vicinanze della sua abitazione che ha ucciso due uomini della sicurezza; sempre nella capitale, due soldati americani sono stati uccisi e almeno quattro sono rimasti feriti dall’esplosione di una bomba al passaggio del loro convoglio.
A nord di Baghdad sono stati rinvenuti i corpi di due autotrasportatori, un iracheno e un turco, crivellati di proiettili; i due trasportavano merce per conto dei militari americani di stanza nella regione. Solo domenica si è saputo, inoltre, che tre membri del Consiglio supremo della rivoluzione islamica in Iraq (Sciri, sciita) sono stati uccisi venerdì scorso a Latifiya, a sud di Baghdad, mentre stavano recandosi a un funerale a Najaf. [FB]
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