IRAQ, "Noi,’Organizzazione della Jihad’, annunciamo che applicheremo la legge di Dio alla prigioniera italiana Giuliana Sgrena allo scadere delle 48 ore se il governo italiano, diretto dal criminale Berlusconi, non annuncerà che si ritira dall’Iraq': è parte del testo della seconda rivendicazione del rapimento dell’inviata del quotidiano 'Il manifesto' datata sabato, scoperta da poche ore su un sito islamico e in gran parte già riprodotta da diverse fonti di stampa internazionali.
Il riferimento alla ’legge di Dio’ significherebbe l’uccisione dell’ostaggio. Indirizzandosi “al popolo italiano”, il testo, secondo la riproduzione del quotidiano d’oltralpe ’France Soir’, aggiunge: “ è tempo per voi di conoscere la verità sul vostro governo criminale che si trova tuttora in Iraq”¦ Berlusconi e la sua banda di nemici dell’Islam sono responsabili del sangue dei vostri figli; insistere sulla presenza del vostro esercito in Iraq avrà gravi conseguenze e non sarete al sicuro fino a che i musulmani in Irak non vivranno sicuri”. La prima rivendicazione del rapimento era stata fatta subito in internet con la firma di quello che sembra un altro gruppo che si
firmava ’Organizzazione della Jihad islamica’. In realtà non molto credito viene per ora concesso a nessuno dei due comunicati.
A settembre scorso, l’ ’Organizzazione della Jihad’ aveva comunicato di aver ucciso Simona Torretta e Simona Pari che vennero invece poi liberate. ''Non abbiamo mai sentito parlare prima di questa organizzazione” ha detto all’agenzia di stampa italiana Ansa lo sheikh Abdul Salam al-Kubaisi, autorevole esponente del Consiglio degli Ulema sanniti, riferendosi al nuovo messaggio e aggiungendo: "Questa donna rigetta l’aggressione e intendeva realizzare alcune interviste per fare luce sull’aggressione, e percio' dovrebbe essere premiata". Nel settembre scorso al-Kubaisi aveva partecipato alle trattative per la liberazione delle due volontarie italiane Simona Torretta e Simona Pari, rilasciate dopo tre settimane di prigionia. "Dobbiamo smascherare chi ha compiuto questo atto- ha detto ancora al-Kubaisi all’agenzia di stampa - e dovrebbe esserci una campagna coordinata per denunciare quest' organizzazione e dimostrare che questa donna dovrebbe essere elogiata e il suo nome lodato perché è venuta per fare luce sul trattamento inumano degli abitanti di Falluja per mano delle forze d'occupazione americane". [CO]
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