All’indomani del colpo di stato incruento, il quarto in 19 anni nell’arcipelago, il capo di stato maggiore Voreqe Frank Bainimarama ha dichiarato lo stato d’emergenza nominando nuovi capi del governo e della polizia, mentre il destituito primo ministro Laisenia Qarase " che continua a dirsi leader legittimo " è volato dalla capitale Suva verso il suo villaggio natio nel gruppo nord-orientale delle isole Lau. Secondo la rete radiofonica ’Legend’, in virtù dello stato di emergenza, le forze armate stanno creando un cordone di posti di blocco attorno alla capitale.
Intanto Bainimarama ha fatto prestare giuramento a Jona Baravilala Senilagakali, un medico militare senza esperienza politica, come primo ministro ad interim, e a un ex-vice capo delle forze di polizia come nuovo comandante al posto di Moses Driver che aveva ordinato ai suoi sottoposti di disobbedire ad ogni ordine dell’esercito in quanto “traditore”.
Un governo ad interim verrà investito la prossima settimana in vista di nuove elezioni. Come i tre precedenti colpi di stato, anche questo ha le sue radici nelle divisioni tra i discendenti delle antiche popolazioni autoctone Melanesiani e quelli degli indiani portati dall’ex-potenza coloniale britannica per lavorare nelle piantagioni di zucchero. Bainimarama, indigeno come Qarase, ha infatti accusato di avere favorito la maggioranza indigena contro la minoranza indiana " che controlla gran parte dell’economia - approvando misure che “indeboliscono la costituzione e negano a molti cittadini i loro diritti”.
A livello internazionale, il segretario dell’Onu Kofi Annan ha chiesto l’immediato ristabilimento del governo eletto, mentre Usa e Gran Bretagna hanno sospeso gli aiuti militari e il segretario generale del Commonwealth ha dichiarato che probabilmente le Fiji verranno sospese dal gruppo dei 53 stati membri. [RC]
FONTE: MISNA DOT ORG
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