In Italia la sigaretta è diventata "off limits" quasi ovunque, dalle scuole ai vagoni letto, dagli uffici regionali e postali fino ai commissariati. Tutti i divieti sono ora riassunti in una circolare del Ministero della Sanità pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.
Ecco il lungo elenco dei divieti.
DOV’E’ VIETATO - Divieto assoluto di fumare nelle corsie di ospedale, nelle aule delle scuole di ogni ordine e grado, negli autoveicoli di proprietà dello Stato, di enti pubblici e di concessionari di pubblici servizi per trasporto collettivo di persone; in metropolitana, nelle sale di attesa di stazioni ferroviarie, marittime e aeroportuali; nei compartimenti ferroviari per non fumatori delle Ferrovie stati e in concessione; nei compartimenti a cuccette e carrozze letto; locali chiusi adibiti a pubblica riunione; sale chiuse di cinema e teatro, sale chiuse da ballo, sale-corse, sale riunioni di accademie, musei, biblioteche, sale di lettura aperte al pubblico, pinacoteche e gallerie d’arte pubbliche o aperte al pubblico.
QUALI SONO I LOCALI APERTI AL PUBBLICO - A titolo esemplificativo si ricordano: ospedali e altre strutture sanitarie (corsie, corridoi, stanze per l’accettazione, sale d’aspetto, per richiesta di analisi per pagamento dei ticket); scuole di ogni ordine e grado comprese le università (aule, corridoi, segreterie studenti, biblioteche, sale di lettura, bagni); uffici degli enti territoriali quali Regioni, provice e comuni, uffici di altre amministrazioni, uffici del catasto, uffici di collocamento, uffici postali, (locali di accesso agli sportelli, corridoi); distretti militari e altri uffici aperti al pubblico, uffici Iva e del registro, uffici di prefetture, questure, commissaariati e uffici giudiziari. Uffici delle società erogratrici di servizi pubblici (compagnie telefoniche, del gas, corrente elettrica), banche, relativamente ai locali in cui si svolgono servizi per conto della Pubblica Amministrazione (riscossione imposte, sanzioni).
CHI FA RISPETTARE I DIVIETI - Spetta ai dirigenti preposti alle strutture amministrative o al responsabile della struttura privata, predisporre i cartelli di divieto con le relative sanzioni, il soggetto cui spetta vigilare sull’osservanza del divieto e ad accertare le infrazioni (nominativo del funzionario predisposto alla vigilanza).
SANZIONI - La somma da pagare non deve essere inferiore a 12.000 lire e non superiore a 20 milioni. Ci sono sanzioni, da 20.000 lire a 100.000 lire anche per chi non fa rispettare il divieto.
MODULO DI DENUNCIA - Un non fumatore potrà presto segnalare al gestore del locale, al prefetto e alla Regione chi e dove viola il divieto di fumo. Il ministero della sanità ha predisposto un modulo, facile da compilare, per far presente eventuali violazioni della circolare contro il fumo passivo e veder tutelati i propri diritti. Destinatari del modulo sono il proprietario, il gestore del locale o il conduttore del mezzo di trasporto dove è vietato fumare e per conoscenza il Prefetto e la Regione di appartenenza.
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