Si presentò nella sezione giovani e arrivò secondo, ma l’esibizione di padre Alfonso Maria Parente a Sanremo, due anni fa, non fu certo di quelle memorabili.
Se non per quella patetica bugia che qualcuno certamente ancora ricorda: per iscriversi, il frate cappuccino di San Giovanni Rotondo dichiarò di avere 32 anni. Invece ne aveva 38, e per regolamento - visto che l’età massima è di 35 anni - non avrebbe potuto partecipare. Insomma, all’epoca ricavò più notorietà da quella bugia che dalla sua esibizione. E adesso, per certi versi, la storia si ripete. Secondo la guardia di finanza, che l’ha arrestato con altre 8 persone, l’intraprendente frate, ora ai domiciliari nella sua abitazione, avrebbe truffato, sfruttando il nome di Padre Pio, più di 8mila fedeli in tutta Italia, convinti di inviare denaro per i bambini poveri.
Denaro che invece sarebbe finito tutto nelle tasche del frate e dei suoi complici. Tra questi anche quel Massimiliano Michetti, che due anni e mezzo fa si presentò a ’Mi manda Raitre’ per garantire la serietà della società di cui era rappresentante legale. Società che poco dopo cambiò nome e, mantenendo la stessa attività , nominò presidente onorario padre Alfonso Parente.
11 centraliniste contattavano i clienti, soprattutto al centro-sud, e vendevano loro per corrispondenza un libro e una videocassetta sulla vita del Santo di Pietrelcina. 26euro, 49mila lire, che - dicevano - sarebbero state interamente devolute in beneficenza. In realtà , hanno accertato le fiamme gialle, di quei soldi - almeno 200mila euro - i bambini poveri non hanno mai visto neppure un centesimo.
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