L’accusa dell’Antitrust lanciata dal presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato non lascia molto spazio ai dubbi: «Esistono accordi tra imprese volti alla fissazione dei prezzi di vendita. Questi accordi danno luogo ad aumenti dei prezzi e a riduzioni della quantità offerta e determinano, pertanto, una diminuzione complessiva del benessere sociale».
Gli esempi concreti non mancano e non sono mancati: il più clamoroso è quello delle compagnie di assicurazioni che si sono messe d’accordo per aumentare i prezzi delle Rc auto.
Un settore dove, dal 1996 al 2001, secondo l’Istat, l’incremento delle tariffe è stato dell’80,2 % e continua a crescere di anno in anno.
Il cartello delle compagnie assicuratrici che ha alleggerito le tasche degli utenti automobilisti è stato specificatamente illustrato dall’Antitrust che ha comminato una multa di 700 miliardi di vecchie lire alle numerose imprese di assicurazioni (n.39).
Una condanna che è stata confermata anche dal Consiglio di Stato: l’Antitrust aveva, dunque, visto giusto. La società di servizi (Rc Log) con cui le compagnie hanno condizionato il mercato è una delle, purtroppo non rare, espressioni del retaggio monopolista che soffoca la concorrenza.
Il sistema di controllo del mercato, messo in piedi da numerose compagnie, era talmente sofisticato che, come ha scoperto l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, circolavano tra le assicurazioni scambi di informazioni sui contratti e i prezzi addirittura con messaggi criptati per non essere intercettati dall’Antitrust: il povero utente " consumatore, obbligato ad assicurare il suo veicolo, vagava invano tra le varie agenzie senza scoprire sostanziali variazioni di costo che rendessero conveniente una polizza rispetto ad un'altra. Le compagnie hanno fatto il cartello grazie proprio all’esistenza di questo obbligo, e una volta scoperte hanno agito sulla leva dei prezzi
l’anomalia e la contraddizione di un mercato assicurativo che deve offrire i suoi prodotti a chi è obbligato ad acquistarli, è messo in maggiore evidenza dalla conferma della validità della sentenza dell’Antitrust: le compagnie hanno creato il cartello grazie proprio all’esistenza di questo obbligo ed hanno agito sulla leva dei prezzi.
La sentenza del Consiglio di Stato ha sostanzialmente confermato l’esistenza del cartello delle compagnie assicurative sulla Rc-auto ed ha evidenziato come il regime di finto mercato, che ha interessato l’assicurazione obbligatoria per i mezzi di trasporto, ha avuto un suo naturale sbocco nei cartelli monopolisti a danno dei consumatori.
La sentenza, oramai passata in giudicato, ha confermato l’illegittima attività delle maggiori compagnie di assicurazione operanti in Italia (SAI, GENERALI, HELVETIA, LLOYD ADRIATICO, AZURITALIA, MILANO, RAS, REALE MUTUA, ZURIGO, ALLIANZ SUBALPINA, ASSITALIA, TORO, UNIPOL, WINTHERTUR, AXA, FONDIARIA, GAN) le quali, sin dal ’95-’97 , attraverso la creazione di un accordo di cartello operavano contro la libera concorrenza del mercato ed ai danni dei consumatori, con una maggiorazione dei premi rc auto intorno al 20% .
Dopo che è stata accertata giudizialmente la condotta sanzionabile, molti consumatori ed utenti, conservando le vecchie polizze e premi erogati, si sono rivolti alla Magistratura, ottenendo così il rimborso del maltolto.
(dell’Avv. Antonio TANZA)
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