ACI CASTELLO (CATANIA) - Hanno vegliato tutta la notte le cinque bare scure allineate davanti all’altare della chiesa di San Mauro Abbate. Poi in silenzio tutto il paese è andato a dare l’ultimo saluto al suo sindaco, Mauro Michele Toscano a Salvatore Li Volsi, Giuseppe Castorina, Rita Mammino e Maria Marta Cappadonna, uccisi dalla rabbia di Giuseppe Leotta, loro compaesano, lavoratore socialmente utile che aspirava a un posto di autista del primo cittadino.
Le cinque bare scure sono uscite dalla chiesa tra due ali di folla. Prima quella del sindaco, coperta dal drappo tricolore, poi le altre. Dietro c’è tutto il paese. A portare il cordoglio del governo il ministro per le Pari opportunità Stefania Prestigiacomo. È stato il vescovo Pio Vigo a celebrare la messa funebre nella piazza principale. È una lunga omelia la sua, che condanna la violenza "che non risolve ma amplifica i problemi". Ma fa appello ai politici monsignor Vigo perché risolvano il problema della disoccupazione, "il disagio maggiore per i giovani". "È una tempesta - dice il vescovo - quella che si è abbattuta su Aci Castello, ma le famiglie delle vittime, segnate da una tremenda esperienza, colpite da una morte ingiusta dei loro cari sono in condizione di affrontare la tragedia con il conforto della preghiera".
C'era anche Salvatore Cuffaro, presidente della Regione Sicilia ai funerali delle cinque vittime della strage. "In Sicilia, dove si è costruito un mostro di dimensioni inaudite non ci dovranno più essere precari", ha detto Cuffaro. "Bisogna avere la capacità - ha aggiunto il governatore - di dire basta, e in due anni questo governo regionale non ha fatto un solo precario"....
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