Delitto Cogne, Anna Maria Franzoni è stata condannata a 30 anni di riclusione
TORINO - Anna Maria Franzoni è stata condannata ieri sera a 30 anni di carcere per l’omicidio del figlio Samuele Lorenzi, ucciso a Cogne nel gennaio 2002 all’età di tre anni.
La sentenza è stata emessa dal gup (giudice dell’udienza preliminare) di Aosta Eugenio Gramola al termine di un processo con rito abbreviato e dopo un'arringa della difesa durata quasi sei ore.
La pm Stefania Cugge, durante la requisitoria, aveva chiesto per la Franzoni -- 33 anni -- una condanna a 30 anni di carcere per omicidio, mentre il difensore della donna, Carlo Taormina, aveva chiesto l’assoluzione.
Il legale della Franzoni ha definito la sentenza "inaspettata", annunciando che ricorrerà in appello.
Il rito abbreviato -- che dà diritto allo sconto di un terzo della pena -- prevede che il gup emetta direttamente la sentenza di primo grado al termine di un processo a porte chiuse.
l’omicidio del bambino, avvenuto nella villetta di famiglia della tranquilla località sciistica della Val d'Aosta, ha sconvolto l’opinione pubblica per la sua efferatezza, dividendola tra innocentisti e colpevolisti ed ha acceso un dibattito sulla opportunità della sua spettacolarizzazione.
La Franzoni, che ha sempre dichiarato la sua innocenza, ha dato alla luce nel gennaio 2003 il suo terzo figlio, Gioele, dopo il primogenito Davide di sette anni e Samuele.
LE SUPER-PERIZIE
Nel corso dell’udienza preliminare, che aveva preso il via il 26 aprile scorso, sono state prese in considerazione le super-perizie effettuate dai tre esperti Piero Boccardo, Herman Schmitter e Vincenzo Pascali, rispettivamente sul frammento osseo ritrovato sulla manica del pigiama della Franzoni, sulle macchie di sangue e sulle tracce di dna sugli zoccoli indossati dalla donna.
In particolare, il risultato del lavoro effettuato dal tedesco Schmitter aveva dato ragione alla tesi dell’accusa, sostenendo che la persona che aveva colpito la vittima era inginocchiata sul letto e indossava i pantaloni del pigiama della donna.
l’arma con cui è stato ucciso Samuele non è mai stata trovata. Secondo le perizie il bimbo sarebbe stato colpito alla testa ben 17 volte.
TAORMINA: STANOTTE FAREMO IL NOME DELl’OMICIDA
"È una sentenza assolutamente inaspettata, la professionalità e la correttezza del magistrato mi avevano fatto propendere per il rito abbreviato per non trovarmi di fronte a una giuria popolare condizionata dalla battaglia massmediatica", ha detto a Reuters Taormina subito dopo la sentenza.
Taormina ha annunciato che la Franzoni sta per fare il nome dell’assassino. Già mesi fa l’avvocato aveva detto che la sua cliente conosceva l’identità dell’omicida e l’avrebbe svelata.
"La Franzoni mi ha appena telefonato e mi vuole vedere questa notte stessa, ed è determinata a dire il nome [dell’assassino]", ha spiegato Taormina.
Il difensore della Franzoni ha annunciato il ricorso in appello. "La sentenza non rispecchia assolutamente gli atti processuali, ma purtroppo la logica dei diversi Porta a porta e compagni hanno influenzato tutti".
Reuters
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