ROMA - Molti, tanti, troppi errori. E anche clamorosi come il caso di un'auto che circolava giorni fa a Belluno e che, stando almeno alla contravvenzione fatta per aver violato una corsia preferenziale del centro di Roma, avrebbe dovuto avere il dono dell’ubiquita', conducente compreso. Sono stati proprio questi errori fatti da ausiliari del traffico della capitale, e definiti da ambienti investigativi 'marchiani', a far insospettire il pm della procura Giuseppe Corasaniti.
Sulla sua scrivania a Piazzale Clodio c'è gia' una cartellina piena di errori: contravvenzioni sospette, troppo strane, con orari che non corrispondono, almeno secondo le querele fatte da decine di automobilisti - tra loro un gruppo di avvocati - che la polizia municipale, sono i vigili ad aver avuto la delega di indagine dal magistrato insieme alla polizia, ha gia' fatto recapitare al pubblico ministero. l’indagine del pm Corasaniti - non ci sono al momento persone iscritte nel registro degli indagati - per ora parte da quegli errori. Errori nel trascrivere i numeri di targa, tant'è che molti contrassegni alfanumerici non corrisponderebbero a vetture circolanti. Oppure si tratterebbe di targhe, e quindi di auto, che nel momento della contravvenzione non erano a Roma.
Tra i querelanti - gli automobilisti non si sono rivolti al prefetto come solito ma hanno presentato denuncia in procura (da qui l’ipotesi di reato di truffa e abuso d'ufficio) - molti sostengono di aver avuto una contravvenzione in una strada che non avevano mai percorso, o ad un incrocio che non avevano mai impegnato. La procura nei prossimi giorni dovra' identificare decine di ausiliari del traffico che hanno firmato le multe giunte a casa degli automobilisti che saranno convocati dal pm Corasaniti. Inoltre le targhe saranno controllate dagli uffici della Motorizzazione per accertarne l’autenticita'. La procura insomma dovra' accertare se vi è stato soltanto un errore materiale nella trascrizione delle targhe - anche se gli inquirenti sottolineano che si tratta davvero di tanti errori commessi - o se invece vi sia stato dolo come si sostiene in alcuni esposti-denuncia.
Restano fuori dall’indagine per ora - perché attengono ad un profilo soltanto amministrativo - le modalita' di concessione del servizio e la delega fatta dall’amministrazione comunale alla Sita, la societa' per cui lavorano gli ausiliari di Roma. Per ora anche la vicenda dei presunti incentivi che percepirebbero i 'vigilini' a ogni multa è fuori dal profilo penale. Ma se emergera' il dolo nella trascrizione delle targhe, l’eventuale esistenza di un bonus per ogni multa fatta potrebbe assumere rilevanza penale.
''Ci preoccupiamo tanto delle 'guardiè, perché invece non pensiamo ai 'ladri?'': Mario Di Carlo, assessore alla Mobilita' del Comune di Roma, ha commentato cosi' l’indagine della procura. Spiegando di non sapere nulla su una possibile convocazione da parte del pm, l’assessore alla Mobilita' ha aggiunto che ''i famosi 25 euro per ogni multa andata a buon fine che vengono pagati in questo caso alla Sita rappresentano per l’amministrazione comunale un sistema di controllo sull’operato degli ausiliari''. E a chi contesta il fatto che gli ausiliari comminino più multe per ricevere più soldi, l’assessore ha risposto cosi': ''È praticamente impossibile che di notte, sulle corsie preferenziali, si possano fare tutte queste multè'. Di tutt'altro avviso l’opposizione in Campidoglio: ''Chiediamo al Sindaco e all’Assessore alla Mobilita' Mario Di Carlo - ha detto Sergio Marchi, capogruppo di An - di revocare immediatamente alla Sita e ai suoi agenti ausiliari, la possibilita' di fare multè'.
ANSA
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