Bari su Ladysilvia, Reclutavano, in Italia, giovani italiani disposti a contrarre matrimonio in Cina con donne cinesi, ricevendo in cambio 5.000 euro (di cui 1.000 trattenuti dagli organizzatori per le successive asserite spese legali necessarie all’annullamento del matrimonio).
Le donne cinesi, invece, ottenuto il visto d'ingresso per l’Italia, versavano ai referenti cinesi dell’organizzazione la somma di 18.000 euro.
Le stesse, una volta in Italia, venivano provviste di permesso di soggiorno e dislocate sul territorio nazionale presso connazionali, che le ingaggiavano come lavoratrici domestiche od operaie nella catena produttiva e di vendita dei prodotti cinesi.
È quanto è emerso a conclusione di una complessa attivita' d'indagine, avviata nel gennaio del 2006 dal Comando Provinciale Carabinieri di Bari, coordinata dal Tribunale di Trani (Ba), che ha emesso 30 ordinanze di custodia cautelare in carcere, eseguite questa mattina durante un blitz attuato dai Carabinieri del Comando Provinciale di Bari , mediante l’impiego di oltre 250 uomini.
Sono tutti accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di stranieri extracomunitari, al favoreggiamento della permanenza clandestina di stranieri extracomunitari. Nei confronti di tre indagati vengono contestati, altresì, i reati di rapina ed estorsione in concorso.
Tutto è iniziato quando nel mese di gennaio 2006, due giovani barlettani denunciavano, ai carabinieri di Barletta, di essere stati costretti, durante un viaggio di piacere in Cina, a coniugarsi con due cittadine cinesi.
Tale costrizione, effettuata anche sotto la minaccia di armi, era andata ben oltre il matrimonio, poichè i due giovani si erano dovuti recare a Shangai, presso il Consolato Generale d'Italia, per far ottenere alle rispettive mogli il visto d'ingresso in Italia al fine di consentire il ricongiungimento familiare. Ad organizzare lo stratagemma furono un coratino e la moglie cinese, i quali pretesero da ciascuna delle due donne 18.000 euro.
Le indagini avviate in seguito alla denuncia hanno permesso di delineare una vera e propria associazione per delinquere italo-cinese di stanza a Corato e Bari, dedita da tempo al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina attraverso l’aggiramento delle norme in vigore.
LA REDAZIONE
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