Milano: ’Mentre è in corso una mobilitazione internazionale tesa a salvare la vita a Sakineh, condannata a una morte atroce con modalità tribali, da parte degli islamici di Milano, da via Padova a viale Jenner, c’è sulla vicenda un assordante silenzio. Un mutismo che dice tante cose e svela una connivenza. Perché sotto sotto ci si schiera con l’integralismo piuttosto che con il moderatismo perseguito da Paesi come l’Egitto, dove per un adulterio non si fa quella fine orripilante. Eppure si tratta di una donna musulmana che sta per essere barbaramente uccisa con un lancio di pietre. La volontà di integrazione e di totale accettazione dei valori liberali dell’Occidente si vede soprattutto da quello che si fa in momenti come questi’.
Lo dichiara il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato.
’Purtroppo - sottolinea De Corato ’ la connivenza con il fondamentalismo sembra essere un’abitudine, in particolare dalle parti di viale Jenner. Perché mentre l’ex imam Abu Imad reclutava terroristi, come affermano ben tre sentenze di tre gradi di giudizio, e attraverso i suoi sermoni faceva il lavaggio del cervello ad aspiranti kamikaze, come dicono gli incartamenti della Procura, negli stessi ambienti non si levava voce di dissenso. A cominciare dall’attuale portavoce Abdel Shaari. Che poi, in modo grottesco, vorrebbe dar lezioni di diritto al Comune. E un giorno sì e uno no esige maggiori spazi’.
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