A 60 anni una donna inglese è riuscita a realizzare l'ultimo desiderio di sua figlia morta per un cancro all'intestino: dare alla luce il suo stesso nipote, facendosi impiantare gli ovuli congelati della ragazza fecondati da un donatore. Lo ha stabilito la Corte d'appello britannica, consentendo così alla donna di superare i problemi dei permessi necessari per l'esportazione degli ovuli negli Stati Uniti. La Human Fertility and Embryology Authority (Hfea), infatti, aveva negato il permesso di esportazione poichè mancava una volontà scritta da parte della ragazza.
La figlia della donna era da tempo malata di cancro all’intestino e aveva congelato i suoi ovuli nella speranza di poter guarire ed avere un bambino suo. Ma la ragazza cinque anni fa, all’età di vent’anni, è deceduta lasciando a sua madre il suo ultimo desiderio: ha chiesto alla donna di fecondare con il seme di un donatore gli ovuli e di dare alla luce questo bambino che lei avrebbe così tanto voluto. Così la donna, una volta elaborato il lutto, ha cercato dappertutto una clinica che potesse aiutarla con la fecondazione assistita, ma non ha trovato neppure una clinica disposta ad aiutarla in tutto il paese. Infine, dopo anni di ricerche, ha trovato una clinica a New York dove questo tipo di interventi vengono effettuati che è disposta ad aiutarla, al prezzo di 80 mila dollari.
L’unica “prova” a sostegno della tesi dei genitori era un dialogo a cui avrebbe partecipato anche uno dei dottori dell’ospedale in cui la ragazza era ricoverata. Una storia incredibile, commenta Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, anche se in passato ci sono stati casi in cui una madre ha portato avanti la gravidanza facendosi impiantare gli ovuli della figlia, ma quello in oggetto sarebbe il primo caso al mondo in cui la donatrice è defunta.
Ultimi Articoli
Florence Road — la band irlandese che porta “Spring Forward” sui palchi del 2026
Levante — Dieci tappe live per l’estate 2026 tra arene e rassegne sotto le stelle
Ravyn Lenae pubblica due nuovi singoli — “Reputation” e “Bobby” aprono una nuova fase
Don Bronstein a Milano — lo sguardo sul jazz arriva in Triennale
Lo Spiraglio Filmfestival – Al MAXXI il cinema guarda in faccia la salute mentale
Acqua in bottiglia o depuratore — la qualità dell’acqua è il vero confronto
Attraverso Festival 2026, oltre 40 appuntamenti tra Langhe, Roero, Monferrato e Appennino Piemontese
Acqua — Quando un bicchiere racconta il livello di un servizio
Lella e Massimo Vignelli alla Triennale con una grande retrospettiva sulla chiarezza del progetto